Tre mesi per dimostrare chi sei. Ce lo spiega Francesco Tamagni…



Per rimanere in corsa e fare carriera è indispensabile continuare a investire sulla formazione ed essere sempre pronti a cambiare paese, ruolo e azienda, senza dimenticare poi di comunicare se stessi al meglio, anche attraverso il mondo digital.

Breve premessa: non si parlerà di quanto sia importante la formazione professionale o avere un bel profilo su Linkedin. Lo sapete già, perché non si parla d’altro: sono questi i nuovi mantra di chi vuol far carriera in ufficio, o semplicemente restarci. Invece proviamo a ribaltare la prospettiva. Non più adattarsi a un lavoro che cambia, ma cambiare il proprio modo di lavorare e giocare d’anticipo. Come sempre, i più bravi ci riescono meglio e prima degli altri, e questo regala loro un enorme vantaggio competitivo. Ma come fanno? Qual è la differenza fra chi esce di gara, chi resta in corsa e chi taglia il traguardo davanti a tutti? Lo abbiamo chiesto a manager, formatori, direttori del personale e cacciatori di teste.

Tre mesi per dimostrare chi sei.

È questo il tempo sufficiente per valutare le performance di un top manager, e spesso basta anche meno. Sbagliare non è una opzione. “È allora fondamentale tenere a bada lo stress”, consiglia Francesco Tamagni, General Manager di Intermedia Selection, società di ricerca e selezione di professional e middle management, “perché quando hai poco tempo per far capire chi sei il rischio è di farsi prendere dal panico”.
Strategie? “Bisogna fare team, assumere l’atteggiamento del leader che però sa sporcarsi le mani, tira la volata alla squadra, si rimbocca le maniche e, se è il caso, sa anche mettersi in discussione”.

Articolo pubblicato su www.businesspeople.it, aprile 2015


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