Sono Mr. Talent, risolvo problemi



“Sono Mr. Wolf, risolvo problemi”.Layout 1

La famosa battuta recitata da Harvey Keitel nel film Pulp Fiction sintetizza perfettamente l’immagine che molte aziende hanno dei cosiddetti “Talenti”. Persone con capacità innate, fuori dal comune, dotate di caratteristiche sconosciute ai più che, una volta assunte, hanno un solo obiettivo: rivoluzionare l’intera azienda portandola al successo.

La ricerca del nostro “Mr. Talent” comincia dalla lettura di un curriculum, all’interno del quale si è già convinti di trovare il biglietto della lotteria da cento milioni di dollari: voto di laurea, università prestigiosa, big company, esperienza all’estero, conoscenza delle lingue.

Gli Head Hunter bramano il deus ex machina, colui che suona come un jukebox anche se non hai inserito la monetina. Che siano multinazionali o PMI, tutti vogliono accaparrarsi un pezzo di talento in grado di cambiare le sorti del business in una settimana.

Vittorio Maffei, Managing Director di Infojobs per l’Italia, intervenendo a una recente tavola rotonda dedicata al talent management ha dichiarato: “Avere talento significa possedere una caratteristica che oggi all’interno di una specifica azienda in una specifica posizione permette di esprimersi al meglio “.

Concorda Emilio Zampetti, Direttore risorse umane del gruppo Elica: “Il talento in assoluto non esiste, ma è la persona giusta al momento giusto nel posto giusto – ha sottolineato – La vera sfida è valorizzare il talento di ognuno, a partire da un modo di lavorare basato sulla capacità di apprendere velocemente, di sapersi adattare ai diversi contesti, di adeguarsi al cambiamento”.

Nel marasma dei Graduate Program, Talent Scouting o Talent Program, questi aspetti rappresentano le vere linee guida per trovare “Il Talento”.

La ricerca diventa quindi più facile? Sicuramente no, ma la strada da percorrere è quella giusta!

 

Antonio Argirò

 

 

 


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